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Cenni Storici

 

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Circondato da boschi di faggi e castagni, Castiglione dei Pepoli si sviluppa alle pendici del Monte Gatta, ed è oggi tra i principali centri abitati dell’Appennino bolognese e della Provincia di Bologna.Il territorio comunale si estende sulle vallate dei torrenti Setta, Brasimone e Gambellato, che con numerosi rii affluenti ne fanno un territorio particolarmente ricco di acque.

Oltre al capoluogo comunale, si contano diverse frazioni e borgate: Lagaro, Baragazza, Creda, Roncobilaccio, Sparvo, Rasora, Montebaducco ed una fitta trama di abitazioni isolate, che portano nelle loro forme e strutture storia e memorie di questa parte di Appennino. La zona, conosciuta già da Etruschi e Romani, conobbe forte sviluppo nel periodo medievale, venendosi a trovare sul confine tra Bizantini e Longobardi prima e tra il comune di Bologna e quello di Firenze in seguito. Fu un periodo di lotte e di congiure, durante il quale gli antichi e potenti signori dovettero capitolare alle emergenti libertà comunali.

Ma anche queste non durarono che pochi decenni: dopo la metà del Quattrocento, in pieno Rinascimento, l’antica famiglia bolognese dei Pepoli si impadronì di queste zone e ne fece un piccolo feudo incastonato entro i territori dello Stato della Chiesa.

   
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Non si arrestò dunque il medioevo per Castiglione, periodo che ha lasciato parecchie memorie visibili ancor oggi. A testimonianza dei numerosi castelli e fortificazioni, costruiti seguendo precise strategie di controllo territoriale, rimagono mura dirute e i ruderi dei possenti impianti, tra i quali si segnala Civitella, misterioso forte che ancor oggi conserva ampia parte delle strutture murarie ed è fra i castelli medievali meglio conservati dell’area appenninica.

I Pepoli si insediarono nel castiglionese governandolo con pugno di ferro. Lo tennero, tra alterne vicende, fino al tramonto del Settecento (1796), quando le ondate rivoluzionarie spazzarono via per sempre questa ed altre simili giurisdizioni. Ad essi si devono l’impianto urbanistico, dalle caratteristiche cittadine, del centro del feudo e le maggiori costruzioni civili e religiose. Fulcro del loro potere era il palazzo di famiglia, oggi sede municipale, contornato da mura e composto da diversi corpi di fabbrica aggiunti nel corso dei secoli al primitivo insediamento. Il loro disegno di creare un piccolo stato assoluto fu talmente determinato da arrivare a disporre di una propria milizia e a battere un’effimera moneta.

L’Ottocento liberò il castiglionese dal secolare isolamento. Nel 1884 venne aperta la prima strada carrozzabile e negli anni immediatamente seguenti si scoprirono le sue meraviglie naturali. Le prime escursioni del Club Alpino portarono nei circoli bolognesi e toscani racconti e immagini di luoghi incontaminati, di boschi fiabeschi, di una popolazione gentile e ospitale.

Di lì a poco sarebbe venuta la grande stagione turistica: nel periodo estivo le strade brulicavano di festosi villeggianti attratti anche dalla fama dello stabilimento elettroidroterapico, un mo-derno centro termale che valorizzava la salubrità delle acque della zona. Poi le guerre,che anche qui lasciarono segni profondi, col passaggio della linea “Gotica” e le tante figure di castiglionesi che nel nostro paese e nel resto dell’Europa si distinsero nella Resistenza.

Lo sfruttamento delle acque a fini industriali si intensificò nel Novecento con la pionieristica costruzione di bacini artificiali (Brasimone, Santa Maria) e di centrali per la produzione di energia elettrica.

È stato il secolo delle grandi opere, che hanno caratterizzato la storia recente di questa zona: Ferrovia Direttissima, Autostrada del Sole, Centro Enea, per arrivare ai giorni nostri con i lavori della Variante di Valico. Grandi opere che hanno segnato profondamente il territorio e i suoi abitanti.

   
 Piazza della liberta

Il centro storico di Castiglione ha connotazioni derivanti da un preciso progetto urbanistico, opera dei Pepoli, stirpe che per quattro secoli (1462-1796) detenne il controllo del paese e del territorio.

Il nucleo centrale, con caratteristiche cittadine, si sviluppa tra la chiesa di San Lorenzo, di origini cinquecentesche, e l’antico palazzo comitale (XV-XVIII sec.), un tempo chiuso da mura e a cui si accedeva attraverso un portale. Tra i due poli del potere religioso e civile si aprono via San Lorenzo, lastricata già anticamente, e la piazza.
Sulla piazza si affacciano le maggiori architetture paesane, tra cui si segnalano la Torre dell’Orologio (XVIII sec.) e la Palazzina, complemento dell’impianto edilizio pepolesco. Tutto il centro storico è stato oggetto di un recente intervento di recupero.

   
 ponte di pietra

La pietra lavorata ha plasmato nei secoli l’edilizia montana. Le antiche case del castiglionese sono state costruite con l’arenaria locale sbozzata dagli scalpellini e sapientemente lavorata prima dai maestri comacini e quindi da valenti artigiani. Sedimenti di un tempo passato che ci parlano di storia vissuta, di caparbia e tenacia di generazioni che si sono succedute, che hanno operato sul territorio imparandone ad usare con rispetto ed intelligenza le risorse.

La pietra era protagonista dalle fondamenta al tetto: ciascuna parte dell’edificio necessitava di una specifica qualità di arenaria: ora sfaldabile per procurare le lastre delle coperture, ora più dura per dare modo alle murature di resistere a lungo al trascorrere delle stagioni. Prima del tramonto del medioevo la pietra era stata impiegata per la costruzione di torri e castelli, baluardi del Comune di Bologna e di signori locali per il controllo del territorio.

 

scritto da Roberta Collina  Data ultima modifica 06/08/2015
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Comune di Castiglione dei Pepoli:  Piazza Marconi, 1 40035  telefono 0534-801611  fax 0534-801700  Pec comune.castiglionedeipepoli@cert.provincia.bo.it  P.iva 00702191206
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